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Consigli per La coltivazione degli Impatiens

DISINFEZIONE DELLA SERRA DI COLTIVAZIONE
Prima di iniziare la coltivazione dell’Impatiens Nuova Guinea è bene disinfettare sia la zona di coltivazione che le attrezzature al fine di eliminare i patogeni presenti. Inoltre è importante rimuovere bene i materiali organici da tutte le superfici, bagnandole accuratamente con
sostanze a base di sali d’ammonio quaternari (consigliamo SANASER alla dose del 1%) e con acido benzoico (consigliamo FLORADES alla
dose del 2%) per le disinfezioni contro i virus.
CONSEGNA DELLE PIANTE
Utilizzare materiali completamente nuovi e non recuperati da altre colture. Per il substrato di coltivazione si consiglia una miscela di torba bionda e nera vernalizzata a struttura medio-fine con pH 5,5 - 6,0. L’aggiunta del 10 - 20% d’argilla migliora lo scambio ionico, stabilizzandone il pH nel vaso. E’ bene aggiungere al terriccio un fertilizzante idrosolubile NPK nella misura di 1,5 kg/ m3.
IRRIGAZIONE E CONCIMAZIONE
Consigliamo l’uso di fertirrigazione per subirrigazione o localizzata a goccia. Se vengono utilizzati dei substrati di coltivazione arricchiti di concime, si sconsiglia di fertilizzare per circa due settimane; la fertilizzazione deve iniziare solo quando l’apparato radicale incomincia ad invadere il vaso. Pertanto, consigliamo durante la crescita vegetativa di fertirrigare con un rapporto NPK di 20:10:20 e Calcio alla dose di 1-1,5 g/l; nell’ultima fase aumentare il Potassio diminuendo l’apporto di Fosforo, utilizzando un rapporto 20:5:25 + 2 + Ferro. La conducibilità consigliata è di 1,5-2 mS. L’eccesso di salinità comporta sulle piante una crescita irregolare e ritardata, foglie di colore verde scuro deformate e con punte necrotizzate.
AMBIENTE DI COLTIVAZIONE
Una buona luminosità favorisce un migliore sviluppo vegetativo, buona ramificazione, foglie regolari e una fioritura abbondante. Oltre i 50 klux è necessario ombreggiare.
La temperatura ideale è compresa tra i 20-24 °C. L’umidità relativa non deve essere superiore al 70%.
Evitare eccessi in quanto aumentano i rischi di malattie e alterano lo sviluppo delle piante, rendendole deboli.
SPUNTATURE, DENSITA’ DI COLTIVAZIONE E PROGRAMMAZIONE
Le nostre varietà coltivate in vaso, fino al diametro di 14 cm, non necessitano di spuntatura, mentre, per ottenere piante in vaso di diametro maggiore, si consiglia la spuntatura, tenendo presente che questa pratica comporta un allungamento del ciclo colturale di almeno 20 gg.
Per la produzione di vasi di diametro 14 cm occorrono circa 14 settimane ad una densità finale di 16 piante al m2.
REGOLAZIONE DELLA CRESCITA VEGETATIVA
Per ottenere delle piante di qualità è necessario intervenire con prodotti nanizzanti che permettono di ottenere delle piante più verdi, compatte e con un maggior accestimento. Si consiglia di effettuare i trattamenti al mattino quando l’assorbimento da parte delle piante è migliore, effettuando da uno a tre trattamenti a seconda della vigoria della pianta. Intervenire con fitoregolatori a base di Cycocel alla dose di 120- 150 ml/hl; Alar-85 alla dose di 120-200 g/hl; TopFlor alla dose di 20-30 ml/hl.
DIFESA
MUFFA GRIGIA Botrytis cinerea
Lo sviluppo di questo fungo è favorito dalla presenza di residui colturali sui quali si formano le spore. Causa delle macchie sulle foglie e sullo stelo che, col tempo, necrotizzano,facendo marcire anche i fiori.
Difesa: va improntata soprattutto sulla prevenzione attraverso il controllo dell’umidità relativa (ricordiamo che non deve essere superiore al 70%), evitando eccessivi apporti d’azoto nonché la scarsa luminosità. Il controllo chimico va effettuato con trattamenti a base d’Iprodione (Rovral Fl alla dose di 200-250 ml/hl), Clortalonil (Daconil L. 200 ml/hl).
MARCIUME DEL COLLETTO Pytium spp.
La malattia è dovuta principalmente ai ristagni idrici, a causa dei quali il colletto imbrunisce, la radice marcisce e l’epidermide si sfila dal cilindro.
Difesa: come prevenzione si consiglia di utilizzare dei substrati ben drenanti, controllare l’irrigazione, la salinità nonchè la temperatura ambientale di coltivazione che non deve essere inferiore ai 15 °C. Alla comparsa dei primi sintomi, effettuare trattamenti con prodotti a base di Propamocarb (Previcure alla dose di 200 ml/hl).
MARCIUME BASALE DELLE TALEE Rhizoctonia solani
Questa malattia può essere favorita da un eccesso di umidità e salinità nel vaso. I sintomi si manifestano con una stentata crescita della pianta, imbrunimento e marciume dei tessuti radicali e del colletto, ingiallimento e avvizzimento delle foglie.
Difesa: per la prevenzione vedi il marciume del colletto; per la lotta effettuare trattamenti a base di Toclofos-metil (Rizolex 50 PB alla dose di 150 g/hl).
PERONOSPORA Plasmopara obducens
Questo fungo compare in seguito ad un eccesso d’umidità. I sintomi si evidenziano con delle macchie rotondeggianti giallastre sulla pagina superiore, in corrispondenza delle quali, sulla pagina inferiore, si evidenzia una muffa grigio- biancastra; in seguito le foglie disseccano.
Difesa: intervenire con trattamenti antiperonosporici a base di Clortalonil + Metalaxil (Ridomil Multi FW alla dose di 100-150 ml/hl), Propamocarb (Previcure alla dose di 200 ml/hl).

PARASSITI ANIMALI:
TRIPIDI Thrips tabaci, Frankliniella occidentalis
Questi Tisanotteri provocano attraverso le loro punture, sulla pagina inferiore delle foglie, delle piccole aree suberificate, mentre sui fiori provocano deformazione della corolla e decolorazione dei petali evidenziata da striature biancastre. Essi sono i principali vettori di malattie virali ed in particolare del TSWV e dell’INSV.
Difesa: all’inizio della coltivazione disporre le trappole cromotropiche di colore azzurro, per il monitoraggio della popolazione
dell’insetto nell’ambiente di coltivazione, quindi intervenire tempestivamente all’inizio dell’infestazione con prodotti insetticidi a base di Abamectina (Vertimec alla dose di 50 ml/ hl), Methamidophos (Tamaron alla dose di 200 ml/hl); Omethoate (Folimat alla dose di 100 ml/ hl); Deltamethrin (Decis alla dose di 50 ml/ hl).
RAGNO ROSSO BIMACULATO Tetranychus urticae
I sintomi dell’infestazione si manifestano principalmente sulla vegetazione, provocando una colorazione grigio- giallastra di consistenza polverosa e la formazione di ragnatele sulla pagina inferiore delle foglie che possono cadere anticipatamente. I fiori possono essere danneggiati.
Difesa: intervenire con prodotti acaricidi contro uova e larve a base di Hexythiazox (Matacar) alla dose di 50 g/ hl; Clofentezine (Apollo in dose di 50 ml/ hl); contro neanidi e adulti Abamectina (Vertimec alla dose di 50 ml/ hl); Methamidophos (Tamaron alla
dose di 200 ml/ hl); Fenpropathrin (Danitol alla dose di 150 ml/ hl); Endosulfan (Thiodan 35 EM alla dose di 150 ml/ hl).
ACARO TARSONEMA Polyphagotarsonemus latus
E’ uno degli acari più temibili, in quanto per le microscopiche dimensioni vive protetto negli apici vegetativi.
Provoca danni alle foglie che, quindi, si presentano più piccole, deformate, con il lembo ispessito e talvolta arrotolato ai margini. Nel caso di forti attacchi i boccioli fiorali possono abortire e disseccare.
Difesa: Endosulfan (Thiodan 35 EM alla dose di 150 ml/ hl); Abamectina (Vertimec alla dose di 50 ml/hl).
 
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