OPERAZIONI PRE-IMPIANTO:
Prima della messa a dimora delle giovani piantine è bene sempre effettuare una analisi
delle acque irrigue e del terreno per poter effettuare una idonea concimazione di fondo che
tenga conto delle reali necessità della nuova coltivazione. La gerbera preferisce terreni
sciolti che garantiscano un buon drenaggio delle acque di irrigazione: nel caso in cui si
opera con suoli pesanti è buona norma alzare le prodi anche di 40-50 cm.
Il PH del terreno deve essere compreso tra 6,0 e 6,5 intervenendo con opportuni correttivi;
valori alti vanno corretti con correttivi di fondo a base di zolfo ventilato o di zolfi in matrice
organica. Anche le torbe acide sono degli ottimi ammendanti e correttivi: il loro uso è da
preferire in terreni con scarsa ritenzione idrica, privi di struttura, bassa capacità di scambio
cationico ed elevato indice di salinità.
L'indice di salinità si può correggere efficacemente
procedendo ad una opportuna lisciviazione con acque idonee a tale uso ( che presentino
una conducibilità inferiore a 0,5 mS/cm); ovviamente l'uso continuato di tale acque e
l'adozione di un corretto piano di fertirrigazione permetterà di tenere sotto controllo il livello
salino del terreno.
Il terreno di coltura deve essere efficacemente sterilizzato con bromuro
di metile o con vapore; nel caso si ricorra al bromuro di metile è bene effettuare un lavaggio
del terreno prima della messa a dimora (non prima di 20 giorni dall'avvenuta
bromurazione). Dove non è possibile la bromurazione e non si possiedono
apparecchiature per la sterilizzazione a vapore ricorrere all'uso della cloropicrina tenendo
conto della sua scarsa efficacia per i nematodi. L'alternativa è la coltura in fuori-suolo
quando non si vuol ricorrere a nessuno dei mezzi detti prima. Prima dell'impianto è
consigliabile procedere all'inoculo di funghi antagonisti per evitare problemi legati al vuoto
biologico creatosi in post-sterilizzazione. I funghi più interessanti per tale uso si possono
trovare in tabella 4. L'inoculo di tali organismi sicuramente è interessante anche nelle
colture fuori suolo laddove l'uso di substrati organici non viene attuato. Prima della messa
a dimora assicurarsi di avere l'ombra necessaria! All'arrivo delle giovani piantine è bene
procedere subito alla messa a dimora; in caso di attesa riporre i cartoni in locali non
direttamente soleggiati disponendo gli stessi uno accanto all'altro possibilmente aperti nel
lato superiore in modo da garantire una buona aerazione. In ogni caso evitare che le radici
delle giovani piante vengano a contatto con terreni non sterilizzati.
PIANTAGIONE:
Nella coltivazione su suolo evitare di piantare troppo in profondità, avendo cura di lasciare
il vasetto di torba fuori dal terreno per 0,5 – 1 cm. Nella maggioranza dei casi si pianta su
file binate distanti 60-65 cm, su tavole rialzate larghe 40cm; la distanza tra le piante sulla
stessa fila è di 20-25 cm ( in questo modo si realizzano densità di circa 6 piante per metro
quadrato lordo). Nei primi giorni dopo il trapianto è necessario tenere alta l’umidità relativa
(U.R.) della serra utilizzando, se presente, il Fog-system in modo da avere valori di U.R.
non inferiori al 60%; in assenza di tale sistema ricorrere a frequenti bagnature sovrachioma
concentrando gli interventi (di breve durata) nelle ore mattutine. La corretta gestione delle
aperture della serra permette di avere livelli di umidità relativa ottimali: parziale chiusura dei
colmi e chiusura delle aperture laterali sono da applicare per avere buoni livelli di umidità.
Tutte queste condizioni favoriscono attacchi di Rizoctonia ed è quindi necessario fare un
trattamento dopo 2-3 giorni dalla piantagione usando un prodotto riportato in tabella 1
accoppiando favorevolmente uno stimolante della radicazione (vedi tabella 3).
Fino a tutto il mese di luglio l’ombreggiamento deve assicurare non più di 65.000 lux
evitando di superare i 45.000 lux nelle prime 2-3 settimane dopo la piantagione (abbinato
ad un deficit di umidità di 4 g/mc). Nelle zone molto calde il miglior ombreggiamento si
ottiene usando schermature esterne alla serra. Il periodo di piantagione ideale dipende
molto dalla zona di coltivazione, dal flusso produttivo che si vuole ottenere e della
attrezzature che si ha in dotazione: nella generalità dei casi in Italia è bene non piantare
prima della prima settimana di marzo e dopo la seconda settimana di luglio. In caso di
piantagioni precoci bisogna comunque garantire alla coltura la giusta temperatura per far
crescere regolarmente le piantine ( 15°C). Controllare l’uniformità di bagnatura delle
piantine evitando ristagni e zone meno umide. Nelle prime settimane alla piantine deve
essere garantita la massima regolarità di crescita limitando gli stress ambientali di qualsiasi
natura. In caso di terreni che offrono condizioni di partenza poco soddisfacenti ( PH e
salinità elevati) oltre ad un ragionevole anticipo dell’impianto si può usare leonardite
americana localizzandola nelle vicinanze delle piantine: questo permetterà alle stesse di
radicare più velocemente. In talune circostanze è consigliabile bagnare abbondantemente
il passaggio tra le prodi per avere un ambiente più ricco di umidità. FERTIRRIGAZIONE:
I parametri che influenzano la nutrizione delle piante sono molteplici e spesso correlati tra
di loro: l’ottimizzazione dei fattori nutritivi non può prescindere da tutti quelli che sono i
parametri genetici delle varietà oggetto di coltura e ambientali (qualità dell’acqua,
contenuto nutritivo del terreno, altezza della serra, periodo e zona di coltivazione, tipo di
riscaldamento effettuato, materiale di copertura della serra e quanto altro influenza la vita
stessa delle piante). Nelle colture su suolo non intervenire con la fertirrigazione se non
dopo due settimane dall’avvenuto attecchimento e con concimi (almeno inizialmente) che
non contengono ammonio. Per questi motivi nella prima settimana dopo la piantagione si
possono usare concimi organici che tendono a ridurre la crisi post- trapianto (amminoacidi
e arginati di calcio fogliari) facendo attenzione ad usare dosi molto basse.
Successivamente, tenuto conto dei parametri riportati in precedenza, si può partire con la
fertirrigazione usando un titolo 1:1:1 (N totale = 180mg/l) in un volume di 8-10 litri per mq.
Modificare il rapporto successivamente in 1:0,7:2 (N=140mg/l); nei periodi di bassa
luminosità modificare il rapporto a 1:0,7:2,5 per poi recuperare in azoto nel periodo
primaverile. Anche una eccezionale fertirrigazione non può eliminare difetti di
riscaldamento nel periodo invernale né eliminare i danni da alte temperature nel periodo
estivo! L’uso di concimi fogliari non può sostituire una corretta fertirrigazione, può solo
correggerne i difetti. Nel periodo estivo tenere sotto controllo il livello di salinità nel terreno
intervenendo secondo necessità. Un parametro molto importante è il PH del terreno:
l’acidificazione della sola acqua irrigua può non essere sufficiente!
Nella gestione di un impianto bisogna tener conto di tutti i parametri che possono essere
da ostacolo alla coltura o peggio favorire l’insorgenza di patologie: eccessi d’acqua,
eccessi di concimi, cattiva aerazione sono delle condizioni che predispongono fortemente
all’attacco di parassiti fungini che spesso risultano essere convenientemente tenuti sotto
controllo usando molta prevenzione. Per le coltivazioni fuori suolo i valori guida da tenere
presenti nelle fasi iniziali sono riportati nella tabella 2. TEMPERATURA:
Durante il periodo invernale i valori ideali di temperatura sono di 18-20°C basali e di 15-
16°C all’altezza del capolino. Gli eccessi di temperatura sono da evitare quando le
condizioni di luminosità sono deficitarie in quanto verrebbero peggiorate le caratteristiche
qualitative del fiore (aumento di fiori ciechi e di steli leggeri). E’ consigliabile avere materiali
di copertura che garantiscano la massima trasparenza durante il periodo invernale.
Di contro basse temperature possono compromettere le vitalità dell’apparato radicale e
bloccare l’assorbimento delle sostanze nutritive; lo stelo diverrà sensibilmente più corto, il
capolino presenterà un disco più sviluppato mentre i colori della corolla risulteranno sbiaditi;
le foglie più esterne acquisteranno una colorazione rossastra caratteristica.
Durante la notte l’uso di appropriati schermi interni permette di ridurre significativamente la
cubatura unitaria delle serre e quindi il costo unitario del riscaldamento.
L’uso di un doppio impianto di riscaldamento (acqua calda basale ed aria calda aereo )
permette una corretta distribuzione ed uniformità del calore in tutta la serra. DIFESA:
Nella tabella 2 sono riportate in modo sintetico le maggiori patologie della gerbera con riferimento ai principali prodotti chimici e biologici di lotta. In generale non bisogna mai
trascurare i mezzi preventivi di difesa né sottovalutare in alcun modo i mezzi agronomici e
biologici. Nella lotta agli insetti evitare l’adozione di calendari rigidi che non tengono in conto
lo sviluppo di resistenze ai prodotti usati (in special modo per gli aleurodidi). Non trascurare
le modalità di distribuzione dei prodotti né la qualità dell’acqua usata per i trattamenti. CONSERVAZIONE DEL FIORE RECISO:
La durata del fiore reciso dipende oltre che dalle caratteristiche genetiche della varietà
anche da altri fattori quali la fertirrigazione, la quantità di luce e la temperatura di crescita
del fiore; altri fattori possono essere la turgidità dei tessuti al momento della raccolta
(dipende dall’umidità relativa al momento della raccolta), dal tempo che intercorre dalla
raccolta al momento in cui viene posto in acqua e non ultimo dalla qualità dell’acqua usata
per “far bere” il fiore (deve essere pulita ed avere una conducibilità bassa) e dalla
temperatura alla quale viene posto il fiore per farlo idratare. Le soluzioni commerciali non
prescindono in alcun modo dalle cose dette prima, esse servono a rendere solo più
efficiente il passaggio di acqua nello stelo mantenendo la soluzione a PH controllato e in
condizioni igieniche migliori. Comunque i prodotti esistenti in commercio aiutano
decisamente questa fase ma va scelto oculatamente il prodotto ideale per l’obiettivo da
raggiungere.